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Marcello
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Venerdì 6 novembre 2015 il Centro Studi e Ricerche ha organizzato la presentazione dell'ultimo libro di Giovanni Franzoni Autobiografia di un cattolico marginale. L'iniziativa è stata l'occasione per confrontarsi con uno dei protagonisti più attivi ed autorevoli di quella stagione di rinnovamento della Chiesa cattolica inaugurata dal Concilio Vaticano II. In qualità di abate dell'abbazia di San Paolo fuori le mura a Roma Franzoni, partecipò alle ultime due sessioni del Concilio, risultando il più giovane tra i padri conciliari.

Per dare concretezza al rinnovamento ecclesiale promosso dal Concilio, Dom Franzoni avvia l'esperienza della comunità cristiana di base di San Paolo, in cui si coniugava l'ascolto del Vangelo con la lettura delle situazioni politiche ed ecclesiali e la presa di posizione in senso progressista e marxista. Esperienze simili nacquero un po' in tutta Italia e anche nella Valle Peligna ne fu interessata grazie all'attività di tre giovani sacerdoti: Pasquale Iannamorelli, Mario Setta e Raffaele Garofalo.

Le scelte fatte dalle comunità cristiane di base furono fortemente avversate dalle gerarchie ecclesiastiche e quasi tutti i promotori di quelle esperienze emarginati. Fra questi, naturalmente, Dom Giovanni Franzoni che nel 1973 fu “invitato” a dimettersi dalla carica di Abate e, dopo qualche anno, ridotto allo stato laicale.

L'incontro con Giovanni Franzoni, che oggi ha 88 anni, è stato presentato da Giovanni Novelli della comunità cristiana di base di San Paolo e da Antonio Carrara, uno dei protagonisti della comunità cristiana di base di Pettorano.

Un incontro con due scrittori di diverse generazioni svoltosi il 31 ottobre 2015 presso la Comunità Montana Peligna. Giovanni D'Alessandro, autore affermato, e Alessio Iezzi, giovane esordiente, si sono confrontati sul tema delle tendenze della giovane narrativa italiana e su come nasce un racconto. Brevi letture di testi hanno arricchito l'iniziativa. L'incontro è stato coordinato da Antonio Di Fonso del Centro Studi. Un confronto interessantissimo fra due scrittori, con esperienze e storie diverse sulle ragioni dello "scrivere" che ha suscitato un vivace e argomentato dibattito con il pubblico.
Dopo Sulmona, il volume di Vittorio Monaco Scritti sulla cultura e le tradizioni popolari abruzzesi curato da Pasquale Orsini il 21 agosto è stato presentato a Scanno. Alla manifestazione, organizzata in collborazione con l'Associazione Culturale La Foce, oltre al curatore sono intervenuti il sindaco di Scanno Pietro Spacone, il presidente del Consiglio Comunale di Scanno e delegato alla cultura Amedeo Fusco, Michele Rak direttore del Museo della lana e il sociologo Paolo De Nardis.
Lunedì, 23 Maggio 2016 12:13

#Liberincontri. Filomena Monaco

Nel #Liberincontro di mercoledì 25 maggio 2016, ore 17,30, sempre presso la Sala Azzurra della Camerata Sulmonese, Filomena Monaco, commentando liberamente il libro di Massimo Recalcati, L'ora di lezione (Einaudi), ci parlerà della splendida arte di sedurre al gusto di apprendere. Quale scuola riuscirà mai ad essere degna della sua aspirazione ad educare senza favorire l'incontro quotidiano con insegnanti animati da una passione vera, capace di coltivare vocazioni, amore per il sapere, disposizione a vivere con spirito critico? Una domanda alla quale si cercherà di rispondere insieme. Vi aspettiamo.

La scheda del libro

 

Presentazione del volume Scritti sulla Cultura e le Tradizioni Popolari Abruzzesi di Vittorio Monaco, curato da Pasquale Orsini. Ne hanno discusso Adolfo Pepe, Nicola Auciello, Pasquale Orsini.
Conferenza di Roberto Andreotti dal titolo "Elegie dal mondo estremo. Ovidio sul Mar Nero". L'iniziativa è stata presentata da Fabrizio Politi, presidente del Consorzio Polo Universitario di Sulmona e introdotta da Pasquale Orsini del centro Studi e Ricerche vittorio Monaco.
Lunedì, 23 Maggio 2016 09:19

Maria Luisa De Matteis

Lunedì, 23 Maggio 2016 08:54

Elio Sbaraglia

Venerdì, 20 Maggio 2016 13:53

29-11-2014 - Opere di Mauro Marè

Il 29 novembre il CSRVM ha organizzato la presentazione del volume con la raccolta delle poesie in dialetto romanesco del poeta Mauro Marè. Ha presentato il volume Marcello Teodonio che ne ha curato l'edizione mentre Marco Del Prete del Centro Studi ha introdotto l'incontro.

Il Comune di Pettorano sul Gizio ha promosso una serie di iniziative per ricordare Vittorio Monaco a cinque anni dalla sua scomparsa. Le manifestazioni hanno avuto inizio il 9 agosto 2014 con la presentazione del volume “Scritti sulla cultura e le tradizioni popolari abruzzesi” da parte dell’antropologo Emiliano Giancristofaro e della sociologa Eide Spedicato. La pubblicazione, promossa dal Comune di Pettorano sul Gizio in collaborazione con il Centro studi e ricerche “Vittorio Monaco”, è stata curata dall’assessore alla cultura di Pettorano sul Gizio Pasquale Orsini ed edita in formato graficamente elegante dalla casa editrice Textus. L’opera è un prezioso aiuto per comprendere meglio la figura di Vittorio Monaco e la sua poliedricità espressiva, poiché è una raccolta organica dei tanti scritti pubblicati in ordine sparso dallo stesso sul tema della cultura e delle tradizioni popolari, presente in gran parte della sua produzione intellettuale.

 

Alla presentazione del volume ha fatto seguito un emozionante recital di poesie dell’attore Pietro Faiella che, nella piazza antistante il castello Cantelmo, ha letto alcune poesie di Vittorio Monaco, alternando quelle scritte in dialetto pettoranese con quelle in lingua, secondo una intelligente sequenza scandita dalla bella traduzione dal latino di “Ceice e Alcione” dalle “Metamorfosi” di Ovidio.

Le iniziative del comune di Pettorano sul Gizio  culminatesono domenica 24 agosto alle ore 17,30 a “Largo Cencia”, con la cerimonia per l’intitolazione di una strada a Vittorio Monaco. Quella che fino ad oggi è stata “Via Ponte Rio” è diventata “Via Vittorio Monaco”. La scelta fatta dal Consiglio Comunale all’unanimità non è stata casuale. La strada individuata è infatti strettamente legata a Vittorio Monaco sia perché su via Ponte Rio Vittorio ha vissuto la sua infanzia, sia perché è il luogo per eccellenza della sua poesia, in quanto strada in cui esistono filari di “castagne pazze”, che hanno dato il titolo alla sua prima raccolta di poesie nel 1977.

 

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